e se ti dicessi che sei sempre stato tu l’unico, il primo, che l’ho saputo dal primo esatto momento in cui ho sentito la tua voce, quella sera di tuo inverno che io ancora mi porto dentro, che non ci sarebbe stato mai più nessun altro. tu potresti elegantemente rinchiudere le mie parole in un cassetto e ringraziarmi per aver partecipato. o potresti escludermi dai tuoi ricordi per sempre. oppure potresti decidere di prenderle in considerazione: nel senso di considerarle, davvero. e provare a rimettermele davanti una a una, trovando il modo di condurmi alla piena accettazione di te. sarebbe un gran gesto d’amore, si, e siccome per una volta mi sono vista in fondo ai tuoi occhi, lo so già che tu ci sei. una volta sola, non serve di più per il momento. t’aspetto, è arrivata la primavera.
